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MORFOLOGIA E ABITUDINI.
Il corpo è lateralmente compresso con profilo ovale. La
testa è decisamente la parte più imponente; sebbene non
sia un predatore , ha la parte del corpo possente e
massiccia.
La bocca non è grande armata da piccoli denti conici
nella parte anteriore. Gli altri sono del tipo
molariforme.
La pinna dorsale è unica, divisa in 12 raggi siniformi e
in 8/10 molli. Il pesce è coperto di scaglie grandi ed
evidenti. La colorazione generale è rosa, più intensa
sulle pinne, soprattutto sulla coda e lungo i margini
opercolari. Il colore degli occhi grandi e vivaci è
giallastro. Comune nei nostri mari, può raggiungere e
superare i tre chili.

TECNICHE DI PESCA.
Il pagello si pesca dalla barca, indistintamente sia con
la canna che con la lenza a mano. La tecnica dello
scarroccio è quella più redditizia. Ancorati si possono
fare le catture più grosse in prossimità dei relitti e
delle secche isolate da riva.
È un pesce abbastanza diffidente e i terminali dovranno
essere spesso sottili se si pesca su fondali non troppo
elevati. L’esca migliore in assoluto è rappresentata dal
gamberetto di fosso o di mare vivo. In alternativa,
sempre vivo,il paguro. Tra i vermi sicuramente
l’americano e il muriddu sono da preferire. Le esche
morte vengono usate in alternativa alle vive. I
gamberetti e i piccoli totani sono tra le esche morte
che danno maggiori risultati.
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Tipo: Pesci Teleostei:
Pesci dallo scheletro osseo con pelle viscida,
sia ricoperta di squame, facilmente rimovibili,
che di piastre. Le branchie sono situate in
cavità ai lati del collo protette dall'opercolo.
Le pinne pari sono distinte in pettorali e
ventrali, mentre quelle impari sono composte
dalla dorsale, codale e anale. La bocca è
situata in posizione terminale |
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Nome scientifico: Pagellus
acarne (*) |
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Famiglia: Sparide
(Sparidi) |
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Ordine: Perciformes
(Perciformi) |
Piero Loprete

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