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I NODI a cura di Massimo Rotondaro

 

 

NODO UNI PER AMI A PALETTA



 

Alla base del sistema UNI vi è un nodo così versatile ed efficace da poter essere utilizzato in molte circostanza. Nella versione adatta per gli ami a paletta riesce a conservare fra l'ottantacinque ed il novanta per cento del carico ci rottura della lenza impiegata, ma molto dipende dalla qualità dell' esecuzione.

Il nodo infatti, a seconda di come viene stretto, si chiude richiamando con la spira principale il capo libero, che assume così una posizione da obliqua a quasi perpendicolare rispetto al gambo dell'amo.

Questo aspetto può essere però interessante quando si vuole completare il fissaggio dell'esca per mezzo di una legatura da realizzare con il capo libero.

1) Preso il terminale lo si affianca al gambo dell'amo a circa quindici centimetri dall'estremità. Poi si torna formando un ampio anello, avendo sempre una decina di centimetri di filo a disposizione.


2) Nell'anello di filo che si è formato si fa passare il capo libero avvolgendo sia il gambo che il filo che si trova affiancato. Si ripete l'operazione da un minimo di quattro ad un massimo di sette volte a seconda della consistenza che si vuol conferire al nodo e del diametro del filo.


3) Si lubrifica adeguatamente e si procede a richiamare il capo libero facendo chiudere le spire attorno al gambo. Con troppe spire questa operazione risulta difficoltosa ed è necessario agire sulla lenza principale, cosa che non permette all'anello di filo esterno di avvitarsi portandosi sopra le spire già avvolte.


4) Si stringe definitivamente il nodo trattenendo il corpo di lenza e richiamando l'amo con le pinze o agganciandolo ad un appiglio adatto. Si conclude tagliando il capo libero ad un millimetro del nodo
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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