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Le prede, la spigola, a surf
casting.
Se l’orata è considerata la regina dei grufolatori, la spigola
lo è per la categoria dei predatori.conosciuta anche come
branzino lupo o ragno la spuigola è uno dei pesci del
mediterraneo più diffusi, conosciuti ed apprezzati.
Può raggiungere il metro e dieci di lunghezza e i 15 chilogrammi
di peso.
Il corpo è slanciato, poco compresso lateralmente e di sezione
generosa.
La bocca è molto grossa e ampia, munita di numerosissimi piccoli
denti. La sua livrea varia a seconda dell’ambiente in cui vive;
generalmente è scura, nero-verdastra sul dorso, argentea sui
fisnchi e bianca sul ventre. E’ un pesce eurialino, presente
nelle acque sal,mastre delle foci dei fiumi che risale
volentieri per inseguire cefali e anguille, specialmente
d’inverno.
La spigola è uno dei pesci più ricercato nella pesca da terra ed
in particolare nella tecnica del surf casting ove è insidiabile
innescando grossi bocconi o addirittura un pesce vivo (cefalo,
anguilla), come pure nella pesca specialistica dei porti o nei
canali, fatta con attrezzatura light, usando il bigattino come
esca.
Aggressiva, famelica, e furba è il terrore dei muggini delle
anguille e di mille altre prede minori.
Oltre all’innesco col vivo si adesca con la sardina e la trancia
di muggine a filetto, con dentro possibilmente un piccolo
galleggiante (ciao-ciao), ricavato da un piccolo cilindro di
polistirolo, disteso lungo il filetto che poi viene legato con
del filo elastico, questo è detto a salsicciotto.
Gli ami adatti vanno dal numero 4 al 3/0 con il filo da 80
centimetri circa di dimensioni adeguate all’amo.
Le ore migliori risultano l’alba e il tramonto e le ore intorno
ai culmini di alta marea.
AGONISMO MARE
Stabiliti i calendari dei vari campionati di PESCA SPORTIVA
DELLA FIPSAS, con le relative date il primo campionato riguarda
il SURF Casting, organizza la prima gara la società blu ionio di
Catanzaro e si svolgerà il prossimo 16 marzo, partenza dunque
con le iscrizioni il tesseramento e le affiliazioni delle
Società mare alla FIPSAS.
Testo e foto
PIERO LOPRETE
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