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Tipi di canne da pesca per
il surf casting, ormai poche possiamo dire sono le canne in
fenolico che potrete trovare in commercio anche in vetroresina,
ma possiamo ormai dire senza ombra di smentita che le canne
vengono per la maggior parte costruite in materiali pregiati,
primo fra tutti il carbonio.
Vi sono vari tipi di canne da pesca quelle ad azione parabolica
ad esempio ancora usate da molti pescatori, queste sono
ultrasensibili e flessibili, presentano una flessione dalla cima
fino al manico, per poterle caricare, non occorre una naturale
forza ed energia, e per ottenere dei risultati di lancio
piegandosi eccessivamente rispetto alle altre non danno risposta
immediata sulla canna e sembra addirittura che la potenza
impressa si scarichi sul corpo.
Decisamente da scartare, non sono adatte, quelle che noi
prenderemo in considerazione e che riguardano la nostra
disciplina sono soprattutto quelle con azione media , queste si
flettono ma solo fino al manico, sono relativamente facili da
usare, ci permetteranno qualche errore tecnico, l’azione estrema
della punta ci farà inoltre percepire ogni piccola tocca essendo
ormai testate anche per ottenere lanci con un range di potenza
da 50 grammi a 130 grammi.
Questo tipo di canna da pesca usata per lo più in pesca da
neofiti non è del tutto da scartare poiché ci renderà la vita
“facile” e soprattutto se la nostra è una pesca dedicata ai
pesci grufolatori quali mormore, saraghi, e altri piccoli pesci
può essere compresa nella nostra sacca, un consiglio però è
utile tenerlo presente il range di potenza della canna non deve
essere mai grande, cioè è meglio acquistare la canna con una
indicazioni tipo 70-120 e non 30-120.
Andiamo alle RIP le canne cioè ad azione ripartita o
ripartizione di potenza, la stessa dicitura dimostra che siamo
sui livelli alti sia tecnologici, sia sul materiale impiegato
per la sua costruzione che va dal carbonio alto modulo
intrecciato, il kevlar, ma anche titanio e altro.
Non usando correttamente questo tipo di canna o non avendo una
corretta tecnica di lancio e padronanza dell’attrezzo non si
arriva lontano più di tanto e come avere la ferrari e camminare
solo in seconda o al massimo in terza, questo vuol dire che lo
sfruttamento del fusto avviene per il 30-40 per cento della
potenza strutturale della stessa.
Divisa in 3 parti -parte 1 -questo tipo di canna ha la punta più
flessibile ed in grado di sopportare angoli di trazione dei più
elevati, il compito primario di questa parte è quello di
trasmettere energia all’arco-parte2- il quale assorbe molta
dell’energia che il lanciatore gli affida ed è qui che inizia il
caricamento della struttura che con un lancio adeguato tipo
ground o pendulum cast viene in seguito trasmesso alla parte
bassa della canna ossia al manico vero e proprio.
L’azione di leva espresso a sua volta dal manico viene gestito
dalla nostra impugnatura, lo stesso produce velocità
all’insieme, per cui possiamo affermare che impugnando lungo,
avremo minore resistenza e viceversa, se preferiremo
un’impugnatura corta, la resistenza sarà maggiore ma non potremo
così caricare questa ripartita, per cui le distanze non
arriveranno mai.
Ma dobbiamo dire subito che la distanza da prendere in
considerazione non è mai uguale per tutti, ma viene dalla
misurazione sotto l’ascella al punto di attacco del mulinello,
su questo progetto una nota casa giapponese sta per produrre
nuove canne con possibilità di spostare il punto di attacco
dello stesso mulinello, più su o più giù a seconda se un
lanciatore ha il braccio 60 centimetri oppure 95.
Questo anche dovuto al fatto che la chiusura del lancio deve
essere abbastanza veloce e portare braccio e pugno sinistro al
petto mentre il destro rimane disteso sul mulinello.
Badando bene che sia una marca conosciuta e ormai da tempo sul
mercato con una canna che sia intorno ai 4 metri 4.30, curata
nell’aspetto e con potenza di almeno 70-130, anellatura,
importante considerare il doppio ponte trattato anticorrosione e
anelli in sic o pietra dura, possiamo a grandi linee considerare
la cosa come un buon affare.
All’atto dell’acquisto non facciamoci prendere dal fascino della
colorazione, la canna che si trova sul banco del negoziante “di
fiducia” bella colorata di buon prezzo, acquistata, alle prime
uscite suscita soddisfazione ma poi pian piano le delusioni
cocenti perché la gara con le onde si dimostra impari.
A questo punto si aprono in noi molti dubbi che possono essere:
siamo adatti all’attrezzo? Se si, perché non raggiungiamo
risultati? Siamo preparati per l’utilizzo dello stesso? Se si
come possiamo intervenire?
Le risposte in breve saranno: la canna è troppo corta o troppo
lunga per noi, non conosciamo che il lancio sopra la testa e
forziamo molto, non sappiamo eseguire un buon ground cast,
migliorandoci nella tecnica, e mai comprare una rip superpotente
da 150-200 grammi , soprattutto se siamo ai primi passi, poiché
quella canna noi non la piegheremo mai, e non ci darà le
soddisfazioni che ci aspettiamo.
Concludendo la canna è l’attrezzo che più di altri, o insieme,
deve essere scelto con oculatezza e senza risparmio poiché
acquistando un attrezzo oggi pagato una cifra sapremo che questo
non ci darà problemi per tanto più tempo di una cannetta da
quattro soldi, che oggi ci ha fatto risparmiare tanto, ma tra
pochi mesi dovremo appenderla al chiodo.

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