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Il Bimini twist,
data la complessità, è inconsiderato il re dei nodi, e chi
riesce ad eseguirlo correttamente, avrà certo poche difficoltà
con tutti gli altri. Serve ad effettuare la doppiatura del
tratto terminale della lenza, prima che venga collegata ad un
finale in monel od in cavetto ritorto, precauzioni richieste
principalmente nel big game dove le dimensioni dei pesci, i
denti robusti, le pinne taglienti, impongono di salvaguardare la
lenza dai contatti troppo ruvidi. Il Bimini può essere utile
anche nella traina media e nel surf casting, discipline per le
quali fino alla classe del 20 lb è consentita una doppiatura
massima di metri 4.57, mentre al di sopra delle 20 lb la
doppiatura può arrivare fino a metri 9.14.
Quando la doppiatura di lenza non supera il metro e mezzo, il
nodo può essere eseguito anche da un solo pescatore,
diversamente è pressocchè indispensabile l'aiuto di una seconda
persona, anche se si potrebbe ovviare riducendo la lunghezza
della lenza con un nodo provvisorio intermedio. Il Bimini, se
bene eseguito, consente di conservare il 100 per cento del
carico di rottura della lenza impiegata.
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1)
Si prende il tratto terminale della lenza da doppiare e lo si
affianca per almeno un metro in più di quanto deve essere lunga
la doppiatura, quindi tenendo il punto dove i fili cominciano a
doppiarsi si introduce una mano nell'asola e la si fa ruotare
per un minimo di venti volte dando volte ad altrettante spire.
2) Si passano le gambe dentro l'asola e si trattiene la testa di
questa con i piedi. Dopo aver lubrificato su allargano le
ginocchia e, premendo sui due bracci dell'asola, si costringono
le spire ad accostarsi ed a raccogliersi, senza accavallarsi nel
punto in cui dovrà nascere il nodo.
3) Tenendo il corpo di lenza con la sinistra lo si inclina
leggermente di lato, mentre con la destra si tiene il capo
libero facendogli formare un angolo di circa 100 gradi rispetto
all'altro.
4) Allargando ulteriormente le ginocchia ed allentando la
tensione sul campo libero si lascia che questo si avvolga sul
tratto a spirale scendendo verso il basso in modo uniforme sin
dalla prima spira.
5) Quando la spirale formata dal campo libero avrà completamente
avvolto quella sottostante, mantenendo l'asola ben tesa, si
accosta la mano destra bloccando l'ultima spira alla
biforcazione dei fili. Passando con il capo libero all' interno
della biforcazione si forma un mezzo collo attorno ad uno dei
due bracci.
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6) Avvicinando le ginocchia si fanno accostare i due bracci,
quindi con il capo libero gli si avvolgono con mezzo nodo
abbastanza aperto.
7) Si eseguono altri due giri attorno ai bracci passando
all'interno dell'anello che si è formato con il mezzo nodo
aperto, poi si tira dolcemente il capo verso il nodo principale
forzando le spire ad abbassarsi.
8) Si conclude tirando ulteriormente il capo libero in modo che
le spire si serrino completamente e si taglia il filo accedente
a circa tre millimetri dal nodo.
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