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L' ALGA KILLER: CAULERPA TAXIFOLIA

 

Su PESCA IN MARE di questo mese un articolo a firma GUGLIELMO RIZZICA sull’ambiente, è TITOLATO: “pescatori calabresi in allarme per la diffusione dell’alga killer”.

Un’alga micidiale che si chiama CAULERPA TAXIFOLIA, pare, che alcuni pescatori professionisti credono che sia questa, la causa della carenza di pescato, anche perché nelle proprie reti ce la trovano spesso.

L’anno definita “l’alga assassina”poiché questa riesce a colonizzare su tutti i tipi di fondale prevalendo su altre forme di vita, interi ecosistemi vengono annullati o modificati, sarebbe il caso di studiare ben bene il fenomeno anche per LA POSIDONIA che è IN PERICOLO quando questa appare, ma tutto questo è stato scoperto dieci anni fa, sarebbe davvero il caso di incominciare a pensarci seriamente.(!)

Veniamo alla gara di Domenica scorsa, e occupiamoci di pesca Sportiva Federale (FIPSAS)   la prima delle tre prove della disciplina in mare con (canna da riva), si è svolta nei pressi di Soverato,

La tecnica comprende l’uso di una sola canna, a cui può essere abbinato un galleggiante, si svolge di giorno e dura tre ore. Le Società partecipanti: ORCA CLUB (VIBO) DLF LAMEZIA , SAMPEY, MISTER FISH e BLU IONIO (CZ).

Le prede valide ai fini della classifica sono tutti i pesci di mare nel rispetto delle disposizioni di legge relative alle misure minime, e comunque non inferiori a sette centimetri, per tutte le specie particolari nella tabella FIPSAS che non hanno misure superiori.

Una gara senza eclatanti soddisfazioni da parte dei partecipanti che hanno comunque dimostrato di poter combattere gli uni a fianco agli altri nel più benevolo spirito sportivo.

La gara ha visto sul podio come primo assoluto Valentino Francesco del Team Mister Fish di Catanzaro Lido con 388 punti, seguito da Crapella Antonio della neonata Società di Lamezia SAMPEY con 261 punti, infine della Società Catanzarese BLU IONIO, che era anche l’organizzatrice, l’atleta Maletta Antonio con 139 punti.

I partecipanti in questa disciplina che vede 20 partecipanti e soli  sei cappotti, fatto questo che sulla base dell’altra e più amata disciplina del Surf Casting , la dice lunga sulla tecnica sopraffina che bisogna utilizzare per pescare, con aggiunta magari di pastura per attirare le prede vicino alla propria postazione di gara, cosa questa che nel Surf è vietata, la tecnica che maggiormente ha dato risultati è stata quella del (lancetto) alla ricerca sottocosta dei LABRIDI , alla ricerca di mormorette, e zatterini con canna FISSA. 

Sono state comunque 101 le prede valide tra cui :DONZELLE, MORMORE, ZATTERINI, GHIOZZI, BAVOSE. portate alla pesa, per un totale di 1939 grammi, certo poco, ma sia le condizioni, sia il fatto che penalizza molto questa disciplina “da noi” è principalmente il fatto che non vi è un porto efficiente per poter ospitare queste manifestazioni, difatti questo tipo di competizioni che si svolgono (principalmente) nei porti o da scogliere naturali o artificiali qui non hanno modo di poter essere organizzate al meglio per la mancanza delle strutture accennate.

Ad ogni modo bisogna ammettere che i nostri bravi garisti sono stati all’altezza della situazione anche se non nelle migliori condizioni, si sono saputi adattare alle diverse situazioni che la zona ha offerto, essendo ricca di scogli affioranti e posidonia, in fondo, aveva tutte le possibilità di dimostrarne la completa adattabilità ai fini agonistici.

Testo di Piero Loprete

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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